Campobasso sotterrato: la cinquina del grifo riporta il lupo nelle tenebre
La terza maglia nera aveva fatto il suo debutto nelle profondità della Campobasso sotterranea, tra le grotte di San Leonardo e una storia pensata per raccontare il legame tra il club e il territorio. Sul campo, però, il finale è stato ben diverso da quello immaginato: il Perugia cala la cinquina e lascia i rossoblù alle prese con una sconfitta pesante.
Ci sono domande che pesano più del risultato. L’1-5 maturato al Molinari non è soltanto una pesante battuta d’arresto: è un campanello d’allarme sulla tenuta mentale della squadra.
La partita contro il Perugia ha avuto un andamento che ha reso il risultato più pesante dei valori visti in campo. Dopo il vantaggio di Canotto, il Campobasso aveva trovato il pareggio con Stoppa, chiudendo il primo tempo sull’1-1. Nella ripresa, il palo colpito da Pierno aveva lasciato aperta la possibilità di cambiare l’inerzia della gara. Poi è arrivato il nuovo vantaggio umbro, seguito dall’espulsione di Salines e dalle reti che hanno progressivamente allargato il passivo fino al 5-1. L’inferiorità numerica ha complicato ulteriormente la partita, ma non esaurisce le domande che questa sconfitta lascia aperte. Il Campobasso ha bisogno di ritrovare riferimenti in campo e la capacità di restare dentro la partita anche quando gli episodi diventano sfavorevoli.
La solidità difensiva non è soltanto una questione di marcature, distanze e coperture. È anche la possibilità, per chi scende in campo, di sapere che esistono compagni pronti a offrire una soluzione quando il pallone scotta. Bisogna ritrovare le certezze che i risultati hanno progressivamente incrinato e recuperare la fiducia nel gioco proposto dall’allenatore. Perchè la domanda ora diventa: la squadra scende in campo con la convinzione di poter vincere la partita? Un mese fa la risposta appariva scontata.
Gli infortuni hanno ridotto le alternative e reso più difficile mantenere gli stessi equilibri. Questo non significa che la strada intrapresa debba essere abbandonata, ma che forse occorre adattarla alle risorse effettivamente disponibili. Quando mancano gli interpreti più adatti a sostenere una determinata idea di gioco, insistere senza trovare correttivi può trasformare una difficoltà contingente in un problema strutturale.
In questo momento, fare di necessità virtù potrebbe significare ripartire da obiettivi più essenziali: accorciare le distanze tra i reparti, proteggere meglio la propria area e ritrovare la capacità di chiudere una partita senza subire gol. Perché è difficile continuare a cercare la soluzione attraverso un gol in più, quando la squadra, nel tentativo di offendere, concede così tanti spazi agli avversari. Anche gli expected goals, le occasioni da gol stimate in base alla loro qualità, aiutano a leggere il divario tra le due squadre: 1,08 per il Campobasso e 1,82 per il Perugia. Gli ospiti hanno trasformato le occasioni in cinque reti, andando ben oltre il proprio valore atteso. Per il Campobasso un solo tiro nello specchio della porta.
Con il mercato di gennaio ancora lontano e l’emergenza in difesa, il mercato degli svincolati potrebbe rappresentare una possibilità da esplorare. Il 5-1 contro il Perugia riporta in primo piano le fragilità rossoblù, tra difficoltà difensive, infortuni e una squadra chiamata a ritrovar certezze.
Da dove deve ripartire il Lupo? E quanto conta, in questo momento, ritrovare equilibrio e sicurezza prima ancora di cercare il gol in più?
