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Campobasso, aria di vigilia: una nuova maglia e un gradito ritorno
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Campobasso, aria di vigilia: una nuova maglia e un gradito ritorno

fuoricam Ottobre 17, 2026 4 min read

Il vicepresidente Nicola Cirrincione torna in città, mentre il club presenta la terza divisa nelle grotte di Largo San Leonardo. Alla vigilia della sfida con il Perugia, il Campobasso guarda al campo senza perdere di vista il legame con il territorio.

La vigilia di Campobasso–Perugia si sviluppa anche lontano dal terreno di gioco. Mentre la squadra prepara la prossima sfida di campionato, il club ritrova in città il vicepresidente Nicola Cirrincione e presenta la terza maglia della stagione 2026/2027, scegliendo come cornice uno dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti del capoluogo molisano.

Due notizie diverse, che raccontano altrettante dimensioni del Campobasso: il rapporto tra la proprietà e la squadra e il legame tra l’identità rossoblù e il patrimonio storico della città.

Cirrincione torna in città: «È un bambino che cresciamo da sei anni»

Nicola Cirrincione è nuovamente a Campobasso e resterà in città per le prossime due settimane. Il vicepresidente torna in Italia a poco più di un mese dalla sua ultima permanenza, quando aveva seguito da vicino l’esordio in campionato contro la Pianese, l’impegno di Coppa Italia con la Scafatese e la sfida con il Gubbio.

Il suo ritorno è cominciato dal campo di allenamento, con il consueto saluto ai calciatori e qualche parola con lo staff tecnico. Non sono mancati i confronti con il direttore sportivo Giuseppe Figliomeni e il direttore generale Giuseppe Praticò.

A raccontare il legame con il club è stato lo stesso Cirrincione, ricorrendo a un’immagine che richiama anche il modo in cui il presidente Matt Rizzetta parla della propria esperienza rossoblù: «È un bambino che cresciamo da sei anni insieme a Matt».

Una metafora che restituisce l’idea di un percorso costruito nel tempo, dalle prime fasi del progetto fino alla sua crescita. Sei anni durante i quali la società ha consolidato il proprio legame con il Campobasso, mantenendo una dimensione internazionale e, al tempo stesso, la necessità di un rapporto diretto con la squadra e con la città.

La presenza di Cirrincione nelle prossime due settimane rappresenta così un’occasione per seguire da vicino il lavoro quotidiano del club, in un momento in cui l’attenzione della piazza è rivolta anche ai risultati e alle risposte che il campo sarà chiamato a dare.

La terza maglia racconta la Campobasso sotterranea

Dalla dimensione societaria a quella del territorio, il Campobasso FC ha svelato la terza maglia per la stagione 2026/2027, proseguendo il percorso che lega la presentazione delle divise al patrimonio storico e culturale del capoluogo.

Dopo il Castello Monforte e altri luoghi simbolo del borgo antico, questa volta il club ha scelto le grotte di Largo San Leonardo, nel cuore della Campobasso sotterranea. Un ambiente in cui la pietra, le ombre e le tracce del passato diventano parte integrante del racconto visivo della nuova divisa.

Il nero, arricchito dai dettagli dorati, si inserisce nelle atmosfere degli antichi ambienti sotterranei, dando vita a un contrasto che mette in relazione il linguaggio contemporaneo dello sport con la memoria della città.

Questi spazi custodiscono una storia che attraversa secoli differenti. Le cavità furono interessate da interventi legati alla riorganizzazione difensiva del borgo in epoca medievale e, durante la Seconda guerra mondiale, vennero utilizzate anche come rifugi antiaerei per la popolazione civile.

A ospitare lo shooting fotografico è stato Teo Minichetti, proprietario delle grotte di Largo San Leonardo, che ha sottolineato il potenziale culturale e turistico di un patrimonio ancora poco conosciuto da molti cittadini.

La presentazione della maglia diventa così anche un’occasione per riportare l’attenzione su una parte nascosta di Campobasso. La visibilità del calcio può contribuire a far conoscere luoghi e storie che appartengono all’identità collettiva, aprendo una riflessione sulle opportunità di recupero e valorizzazione del patrimonio cittadino.

Non si tratta soltanto di scegliere una cornice suggestiva per una nuova divisa, ma di utilizzare l’immagine del club per raccontare il territorio da una prospettiva diversa.

Ora l’attenzione torna al campo

Il ritorno di Cirrincione e la presentazione della terza maglia accompagnano l’attesa per Campobasso–Perugia, una sfida nella quale l’attenzione tornerà inevitabilmente alla squadra e alle risposte che saprà offrire sul terreno di gioco.

Per il Campobasso, il rapporto con la città passa anche attraverso questi momenti: la presenza della dirigenza, il lavoro quotidiano e la capacità di valorizzare luoghi e storie che vanno oltre la partita.

La vigilia si muove dunque su più piani, tra il progetto societario, l’identità rossoblù e il patrimonio di Campobasso. Domenica, però, sarà il campo a prendersi la scena.

Perché tutto ciò che accade intorno allo sport contribuisce a raccontarlo, ma è sul terreno di gioco che comincia la prossima storia.

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