Il giorno della marmotta del calcio italiano
Il giorno della marmotta del calcio italiano
L’elezione di Giovanni Malagò e l’ingresso di Paolo Maldini e Leonardo nell’area tecnica avevano alimentato la speranza di una Federazione pronta a rompere con il passato. C’era persino chi sognava Pep Guardiola.
Poi è arrivata la realtà.
Nel giro di pochi giorni si sono susseguiti:
- il veto sulla promozione di Silvio Baldini;
- le pressioni per riportare in panchina nomi come Antonio Conte e Roberto Mancini;
- il caso Andrea Pirlo, il tema della sponsorizzazione con Fonbet e le dimissioni di Maldini e Leonardo.
La ciliegina sulla torta sono state le dichiarazioni dello stesso Malagò. Ha spiegato che, se Pirlo avesse risolto la questione legata alla sponsorizzazione, il problema non si sarebbe posto.
Ma il passaggio più significativo è arrivato in conferenza stampa.
Il neo-presidente federale ha raccontato di aver cercato un direttore tecnico che condividesse la scelta di Roberto Mancini, non una figura con cui costruire insieme la scelta del commissario tecnico.
Una differenza solo apparente.
Perché la prima è una decisione già presa, alla quale cercare una legittimazione. La seconda è un progetto costruito insieme.
È probabile che Malagò si aspettasse che Maldini convergesse spontaneamente sul nome di Mancini. Una lettura che, alla luce dei fatti, si è rivelata un grave errore di valutazione.
Maldini può aver sbagliato nella scelta di Pirlo e nella gestione della comunicazione. Malagò, dal canto suo, ha collezionato una serie di autogol che hanno finito per indebolire il progetto che lui stesso aveva presentato. Come se non bastasse, sullo sfondo resta anche l’inchiesta aperta dalla Procura Federale sulla documentazione presentata in occasione della sua candidatura.
Il calcio italiano continua così a dare l’impressione di essere ostaggio delle proprie componenti: un sistema che fatica a mettere in discussione sé stesso, perché ogni cambiamento rischia di ridisegnare equilibri e posizioni consolidate.
Che futuro può avere una Nazionale che, ogni volta che deve ripartire, sceglie di guardare indietro?
Così il Giorno della marmotta continua a ripetersi.
Ogni mattina un tifoso italiano si sveglia e spera che qualcosa sia cambiato.
Poi apre gli occhi e scopre che l’Italia, ancora una volta, rischia di restare lontana dal Mondiale.
